Inaugurazione con Massimo Recalcati e Mariangela Gualtieri

ore 18 l Teatro Coccia

Radici e rami
Lezione di Massimo Recalcati

Il prato, il cielo, una casa con due finestre, la nuvola in alto, ai margini del foglio. Poi l’albero: i rami, le radici profonde e magari anche un passerotto nascosto tra le foglie. Gli scarabocchi dei bambini ci aiutano a guardare gli alberi con occhi diversi, più liberi, con le radici che sono rami e rami che sono radici: possiamo capovolgere il disegno – quelle braccia che se ne vanno in giù e quelle altre che vogliono sfiorare le stelle – e non cambia niente. O forse cambia tutto.

Ci ritroviamo insieme, dal vivo, in presenza. Ma è una presenza nuova, riconquistata, una presenza dopo un tempo che ci ha un po’ capovolti. Da dove ripartire? È “ripartire” il verbo giusto a esprimere questo tornare al mondo e spalancare nuovamente le braccia? Massimo Recalcati ci racconta qualcosa di questo attraversamento, di ciò che abbiamo perduto e poi ritrovato, del desiderio preoccupato, dell’ascolto, di questi rami e di queste radici, degli alberi che ci circondano e di quelli che siamo.

 

a seguire

 

Cattura del soffio
rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri
con la guida di Cesare Ronconi
produzione Teatro Valdoca
con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena

Mai ho sentito intorno a me tanta urgenza di poesia. Ovunque io vada c’è un ascolto di vertigine, come se insieme camminassimo pericolosamente su un filo, tenendo strette fra le mani le nostre vite. C’è aria di un ritorno che ha l’intensità di un congedo, una gioia preoccupata, una fame di parole dense, che dicano ciò di cui più ci importa. E ciò di cui davvero ci importa non è cambiato nei secoli, è sempre l’amore, è il dolore, è il mistero indicibile, i nostri bambini, la morte, i fiori, le nuvole, ciò che non muta in questo universo singolare. C’è desiderio di dire grazie, di dire perdonate, di dire noi, tu, aver cura, albero, bosco, amore mio, i morti, la specie, e io metterò lì tutte queste amate parole che adesso vibrano fortissimo, e nel verso mostrano il loro tremare, l’essere in pericolo dentro la povera lingua corrente. E dentro il pericolo lo sprigionarsi di una bellezza che commuove e di cui forse mai, tutti insieme, ci eravamo teneramente accorti. Tutto questo è Cattura del soffio, il soffio che ci tiene in vita e che fa così delicata e amabile la vita.

 

ingresso € 5 per entrambi gli appuntamenti
biglietti disponibili, a partire da
settembre, presso il Teatro Coccia (mar-sab ore 10.30-18.30, info 0321 233201 ) e su fondazioneteatrococcia.it